Carabinieri e Acquedolci

di Ciro Artale

Ad oggi non è stato possibile trovare, e non si conoscono, documenti ufficiali che possano confermare quanto di seguito riportato riguardo la presenza dei Carabinieri ad Acquedolci, né tanto meno confutare quanto raccolto negli anni attraverso le testimonianze dirette di cittadini di Acquedolci e personale dell’Arma che spesso, pur non avendo prove documentarie di nessun tipo, hanno descritto con cura i loro nitidi ricordi contestualizzandoli a dei momenti precisi della loro vita o dei loro familiari, cosa che ha permesso con certezza di ordinare cronologicamente le notizie raccolte.

ACQUEDOLCI

Acquedolci fino al 1922 era un borgo medio piccolo che sorgeva nelle vicinanze e pertinenze del complesso del castello spesso chiamato Cupane, ma della famiglia Gravina, principi di Palagonia, imparentatisi con i Larcan, proprietari del feudo e degli edifici che intorno al 1700 furono trasformati in residenza baronale.

Il vasto movimento franoso che l’8 gennaio 1922 sconvolse il comune di San Fratello costrinse la popolazione ad abbandonare il paese e rifugiarsi nella frazione intesa “Marina”; questo antico borgo infatti ancora oggi è identificato come “la Marina vecchia”.

In questo territorio, malarico destinato a coltivazione e pascolo ma pianeggiante e vicino al mare, si decise di costruire la Nuova San Fratello, spostando di fatto l’intera popolazione nel nuovo centro che sarebbe da lì a breve sorto grazie ad appositi provvedimenti legislativi (su tutti la Legge n.1045 del 1922) e soprattutto per l’amore e la dedizione del generale Antonino Di Giorgio (eroe di guerra, onorevole e ministro della guerra) che si spinse fino ad ideare e dettare l’impianto urbanistico, diventando di fatto il fondatore del nuovo centro.

Il Giornale di Sicilia dei giorni successivi alla frana, riporta della presenza di un “capitano dei carabinieri” a San Fratello che con l’arciprete del paese ebbe il merito di aver intuito il grave pericolo e aver dato l’allarme e l’ordine di sgombero alla popolazione.

IL POSTO DEI CARABINIERI

Negli anni ’20, nel borgo della Marina vecchia ad Acquedolci, nei locali di servizio della casa del notaio Taormina, era ospitato un piccolo ufficio dove veniva smistata la posta e, sembra, anche i Carabinieri di passaggio che facevano il loro servizio nel territorio soprattutto per reprimere l’abigeato.

IL POSTO FISSO DEI CARABINIERI

Probabilmente la presenza stabile dei Carabinieri ad Acquedolci fu successiva al 1922; nel dicembre di quell’anno il R.D. n. 1680 affidava in maniera esclusiva all’Arma dei Carabinieri Reali i compiti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza in tutto il territorio del Regno, e solo nella seconda metà degli anni ‘20 vennero costruiti i primi “padiglioni”.

Uno dei padiglioni di via Circonvallazione, quello all’angolo nord est della via Umberto I (oggi della famiglia Vitanza), fu consegnato dal Comune all’Arma dei Carabinieri per ospitare il primo Posto Fisso dei Carabinieri ad Acquedolci (1929). Come testimonia la foto del cav. Rubino di seguito riportata, probabilmente tra il 1922 e il 1929 il posto dei Carabinieri era ospitato in una delle prime case costruite ad Acquedolci dopo il 1922, precisamente in via Vittorio Emanuele II sopra via Fiume, dove si trovava la prima farmacia Rubino; nella foto si vedono i lavori della casa municipale in costruzione e la bandiera che svetta sull’edificio identificato.

LA STAZIONE DEI CARABINIERI

 Nel secondo dopoguerra la Caserma fu trasferita in altra sede, nella casa sita all’angolo nord ovest delle vie Dante e Umberto I (di proprietà della famiglia Lo Balbo, successivamente venduta agli Iraci).

Nel 1944 si era congedato dall’Arma il generale Giuseppe Artale (pluridecorato, comandante della scuola Zapitié di Tripoli e comandante del battaglione mobile al seguito del Prefetto Mori); il generale decise di tornare al paese natio (San Fratello) trasferendosi definitivamente nella sua residenza di Acquedolci.

La Caserma di Acquedolci diventa così anche sede di Comando Stazione nella sua nuova sede.

 

Negli anni sessanta (62-63?) la Caserma si trasferisce nell’edificio in via Ricca Salerno n. 57 (strada principale del paese, tratto cittadino della S.S. 113) di proprietà della famiglia Latteri.

Nel 1969, con la L.R. n.42 del 28 novembre, Acquedolci è eretto Comune autonomo.

L’ESILIO SANTAGATESE

La sede della Caserma rimarrà la stessa fino al 20 dicembre del 2003, quando la Stazione dei Carabinieri fu trasferita a Sant’Agata di Militello poiché i locali che la ospitavano da oltre trenta anni improvvisamente non furono più ritenuti idonei allo scopo.

IL RITORNO AD ACQUEDOLCI

La Stazione di Acquedolci è stata ospitata nei locali della Compagnia dei Carabinieri di Sant’Agata di Militello fino al 18 dicembre del 2007, giorno dell’inaugurazione della nuova sede in un edificio storico (costruito come Palazzo delle poste) di proprietà del Comune che lo ha messo a disposizione dell’Arma dopo averlo adeguatamente trasformato ed attrezzato. Il palazzo si trova al centro del paese, di nuovo in via Ricca Salerno n. 34, sulla strada principale: tra i cittadini e con i cittadini, dove sempre si trovano i Carabinieri e dove è giusto che i Carabinieri siano.

INTITOLAZIONE

Dal 10 ottobre 2007, la Caserma sede del Comando Stazione Carabinieri di Acquedolci (ME) è intitolata al brigadiere Ivan Ghitti, caduto il 12 novembre 2003 a Nassirya ed insignito di croce d’onore “alla memoria”.

 

Alla cerimonia, svoltasi il 25 giugno 2011, hanno presenziato i genitori e la sorella del caduto, signori Giovanni Ghitti, Gerbino Felicia e Mery Ghitti.

 

Erano presenti autorità religiose, civili e militari, tra cui il Prefetto di Messina, dr. Francesco Alecci, il vescovo della diocesi di Patti mons. Ignazio Zambito, il comandante interregionale carabinieri “Culqualber”, generale di c.a. Lucio Nobili, e il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Claudio Domizi, diversi esponenti degli organi di rappresentanza dell’arma e numerosi appartenenti alle forze armate e di polizia.

COMANDANTI DI STAZIONE DI ACQUEDOLCI

periodo

maresciallo Capo Salvatore PORRACCIOLO

2007 ad oggi

maresciallo Aiutante Calogero PITILLO PISTONE

2003-2007

maresciallo luogotenente Francesco GIORGIANNI

1999-2003

maresciallo luogotenente Calogero DI CARLO

10 anni (1989-1999)

maresciallo Aiutante cav. Lucio DE FUSCO

dal 1973 al 1989

maresciallo Aiutante Rosario CUTROPIA

dal 1967 al 1973

maresciallo Vincenzo BAGGIANO

dal 1959 al 1967

maresciallo MOTTA

– 1951 –

brigadiere PULVIRENTI  
brigadiere PIRRÈ

da confermare

brigadiere CIOFALO

da confermare

brigadiere STRANO

da confermare

Maresciallo Maggiore S. ZACCONE

da maggio 1925

Maresciallo F. SCARLATA

fino a maggio del 1925 (trasferito a Patti)